La Laguna di Venezia e le valli da pesca venete
La Laguna di Venezia, con una superficie di circa 550 km², è la più estesa laguna costiera del Mediterraneo e uno dei siti Ramsar più importanti d'Europa. Le barene — le distese di fango e vegetazione alofila che emergono alla bassa marea — offrono siti di nidificazione per fraticello (Sternula albifrons), cavaliere d'Italia (Himantopus himantopus) e volpoca (Tadorna tadorna).
Le valli da pesca dell'entroterra lagunare — in particolare le Valli di Comacchio e le valli venete — ospitano colonie di nidificazione tra le più importanti d'Italia per aironi e sternidi. Durante lo svernamento, queste aree accolgono grandi concentrazioni di anatidi, tra cui moretta tabaccata (Aythya nyroca), specie minacciata a livello globale, e svasso maggiore (Podiceps cristatus).
Il Delta del Po: biodiversità e pressioni
Il Delta del Po, designato sia sito Ramsar che sito UNESCO come patrimonio dell'umanità, è il più importante delta fluviale d'Italia e uno dei corridoi migratori di riferimento per l'avifauna del versante adriatico. Le lagune costiere, i dossi fluviali e le pinete residue creano una mosaicatura di habitat che sostiene oltre 300 specie ornitiche censite.
La garzaia di Valle Mandriole, nella parte romagnola del delta, è la più grande colonia di nidificazione di aironi rossi (Ardea purpurea) in Italia, con alcune centinaia di coppie nidificanti ogni anno. Il tarabuso (Botaurus stellaris), specie in forte declino in Europa, mantiene nel Delta del Po uno degli ultimi nuclei nidificanti italiani, grazie alla presenza di ampie distese di canneto.
Le saline della Puglia: Margherita di Savoia e Taranto
Le Saline di Margherita di Savoia, in Puglia, sono le più estese saline d'Italia e tra le più importanti d'Europa per l'avifauna acquatica. Con una superficie di circa 4.000 ettari, il sito ospita la colonia di fenicottero rosa (Phoenicopterus roseus) più numerosa d'Italia, con oltre 7.000 individui presenti durante i periodi di maggiore concentrazione.
Le saline sono anche un sito di svernamento di grande importanza per il piovanello pancianera (Calidris alpina), il chiurlo maggiore (Numenius arquata) e il combattente (Calidris pugnax). La riserva naturale dello Stato, gestita da ISPRA, include anche lo specchio d'acqua del golfo di Manfredonia, frequentato da sternidi e laridae in migrazione.
Gli stagni costieri sardi
La Sardegna conserva il sistema di stagni costieri più esteso d'Italia, con circa 30.000 ettari di aree umide litorali. Lo Stagno di Cabras, il più grande dell'isola, è noto per la presenza stabile del fenicottero rosa e per le grandi concentrazioni di anatidi svernanti. Lo Stagno di Molentargius, alle porte di Cagliari, accoglie una delle poche colonie di nidificazione di fenicottero della penisola italiana — un fenomeno relativamente recente, documentato a partire dagli anni novanta.
Lo Stagno di Santa Gilla, adiacente al capoluogo sardo, è uno dei principali siti di svernamento del gambecchio (Calidris minuta) e del piovanello tridattilo (Calidris alba) nel Mediterraneo occidentale, con conteggi invernali che superano regolarmente i 50.000 individui di limicoli.
Le Oasi della Sicilia e la Riserva dello Stagnone
In Sicilia le zone umide costiere sono concentrate nel Trapanese, nel Ragusano e nella piana catanese. La Riserva dello Stagnone di Marsala, con le sue saline storiche e la laguna poco profonda, è un sito di nidificazione e svernamento di eccezionale importanza. Il cavaliere d'Italia (Himantopus himantopus) nidifica qui in grande numero, affiancato dal fenicottero e dai limicoli migratori.
Il Lago di Lentini e lo Stagno di Ganzirri, sullo Stretto di Messina, sono frequentati regolarmente da specie rare per l'Italia, grazie alla loro posizione sul corridoio migratorio siculo-calabrese.
La Convenzione di Ramsar e i siti italiani
L'Italia ha ratificato la Convenzione di Ramsar nel 1976 ed è attualmente tra i paesi europei con il maggior numero di siti designati. Al 2024 risultano 57 Siti Ramsar in Italia, per una superficie totale di circa 78.000 ettari. I siti includono lagune costiere, laghi di origine vulcanica, delta fluviali, torbiere alpine e saline costiere.
La designazione Ramsar non comporta automaticamente un regime di protezione nazionale, ma costituisce un riconoscimento internazionale dell'importanza del sito per l'avifauna acquatica. Molti siti Ramsar italiani coincidono con Riserve Naturali Statali, con Aree Protette Regionali o con siti della Rete Natura 2000 (ZPS — Zone di Protezione Speciale per gli uccelli).
| Zona umida | Regione | Specie chiave | Designazione |
|---|---|---|---|
| Laguna di Venezia | Veneto | Fraticello, Cavaliere d'Italia, Volpoca | Ramsar, Natura 2000 |
| Delta del Po | Emilia-Romagna / Veneto | Airone rosso, Tarabuso, Sterna | Ramsar, UNESCO, Parco Nazionale |
| Saline di Margherita di Savoia | Puglia | Fenicottero, Piovanello, Chiurlo | Ramsar, Riserva Naturale Statale |
| Stagno di Molentargius | Sardegna | Fenicottero, Cormorano, Airone | Ramsar, Parco Regionale |
| Stagnone di Marsala | Sicilia | Cavaliere d'Italia, Fenicottero | Ramsar, Riserva Naturale |
| Valli di Comacchio | Emilia-Romagna | Airone, Moretta tabaccata, Svasso | Ramsar, Natura 2000 |
Pressioni e conservazione delle zone umide italiane
Nonostante la loro importanza avifaunistica, le zone umide italiane sono soggette a molteplici pressioni. La bonifica ha eliminato circa l'80% delle zone umide originarie della Pianura Padana nel corso del XX secolo. Le zone residue sono ora minacciate dall'inquinamento da nutrienti agricoli, dal prelievo idrico, dalla subsidenza (particolarmente acuta nel Delta del Po) e dall'invasione di specie alloctone come la nutria (Myocastor coypus), che degrada le barene e gli argini.
I cambiamenti climatici aggiungono pressioni ulteriori: le ondate di calore estive accelerano l'evaporazione nelle saline, riducendo la disponibilità di acqua bassa per i limicoli, mentre l'innalzamento del livello del mare minaccia le barene lagunari a bassa quota. ISPRA monitora questi processi nell'ambito della Rete Nazionale di Stazioni per il Monitoraggio dei Cambiamenti Climatici sulle Zone Umide.